Luigi Moretti, il Maxxi e quel condomino di via Jenner…

Quando le opere prodotte dall’intelletto dell’uomo incontrano la nostra quotidianità e si fanno apprezzare, significa che c’è qualcosa che ci sa parlare anche con un linguaggio che propriamente non è il nostro.

Questo accade a maggior ragione se questi incontri avvengono nell’infanzia di ognuno. Mi riferisco, in particolare alla mia, di quando percorrevo via Edoardo Jenner a Monteverde nella Roma degli anni 70 e nella lunga teoria di anonimi condomini senza qualità costruiti per la maggior parte negli anni 50. Ce n’era uno che destava sempre la mia curiosità ad ogni passaggio lì sotto. Solo dopo anni venni a conoscenza che, dietro quel condominio cheprometteva futuro, scardinando l’invariabilità del fronte stradale costruito, c’era la mano di un grande maestro del razionalismo italiano. Si trattava della Casa della cooperativa Astrea di Luigi Moretti situata al n°30, appunto, divia Jenner e progettata e costruita parallelamente a quella ben più famosa Girasole – Via Bruno Buozzi, nel quartiere Parioli  che ha finito per oscurare questo piccolo capolavoro.

Sicuramente,  Casa della cooperativa Astrea non è l’opera più significativa della lunga carriera dell’architetto romano ma ha assunto per me un valore simbolico a dimostrazione che quando c’è qualità nell’opera umana tout court e della sensibilità negli occhi di chi sa guardare, nello specifico anche di un bambino, due mondi apparentemente o inizialmente lontani sanno dialogare.

Ancora per questa settimana, fino al 28 novembre, è possibile visitare al MAXXI di Roma una mostra completadedicata al maestro dell’architettura del novecento attraverso un’esposizione di materiale che spazia dai suoi progetti giovanili, a quelli della sua maturità degli anni 60 quando la sua fama valicò i confini nazionali e gli permise di realizzare architetture in Canada e negli Stati Uniti (il Watergate di Wanshigton e il grattacielodella Borsa di Montrèal, quest’ultimo insieme a Pier Luigi Nervi).

La retrospettiva, dove trovano posto circa 350 schizzi e disegni originali di rara fattura, le tempere prodotte in un arco di tempo che va dal 1933 al 1942 e 50 plastici, è completata da una piccolissima parte di collezione di opere d’arte firmate da Capogrossi, Fontana e Accardi, solo per citarne alcuni, che Moretti frequentava e apprezzava.

Interessante l’impianto dell’allestimento curato da Aldo Aymonino – Studio Seste Engineering di Roma che citiamo testualmente: “Mettere in mostra un lavoro così corposo, sfaccettato e costantemente punteggiato di brusche accelerazioni e momenti di apparente discontinuità come quello di Luigi Moretti, non é impresa semplice né tantomeno risolvibile con un unico dispositivo segnico e formale.”

La mostra curata da Bruno Reichlin e Maristella Casciato si articola in otto sezioni tematiche : Architetture per il Regime, Registri linguistici per generi architettonici, Percezione cinetica e lettura temporale, Declinazioni della casa dell’Uomo, Residenze collettive, Creare o interpretare un luogo, l’Esperienza americana, Modulazioni di struttura e forma, Lo spazio come teatro di sperimentazione e Moretti e Spazio. L’allestimento si identifica in sei elementi principali: il portale d’ingresso; la parete delle tempere e delle opere d’arte; le teche espositive; le pedane dei modelli architettonici; gli elementi curvilinei sospesi; la tavola cronologica) che vanno a marcare un percorso cronologico, biografico e tematico del lavoro di Moretti come architetto e intellettuale militante (nella doppia valenza politica e culturale del termine). Da sottolineare infine, sugli elementi curvilinei sospesi, le foto storiche dei progetti realizzati alternate agli scatti realizzati da Gabriele Basilico appositamente per questa mostra.

Luigi Moretti architetto. Dal Razionalismo all’Informale. Dal 30 maggio 2010 al 28 novembre 2010. A cura di Bruno Reichlin e Maristella Casciato. MAXXI, Via Guido Reni 2, Roma, 00196. Tel +39 06 3210181 +39 06 321018; infomaxxi@beniculturali.it www.maxxi.darc.beniculturali.it. Orari: da martedì a domenica 11.00-19.00 giovedì 11.00-22.00. La biglietteria chiude un’ora prima della serrata del museo. Costo del biglietto: intero: €11. Ridotto €7 e gratuito per aventi diritto.



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